
32) F. Bacone. L'importanza della matematica.
    Per Bacone le incertezze dell'esperienza empirica si risolvono
con l'intervento della matematica. Il risultato della
collaborazione fra la matematica e l'esperienza  una conoscenza
certa, senza dubbi

Opus maius, quarto, Dist. 1, capitolo 3 (vedi manuale pagina 244).

1   Le cose pi note per natura vengono da noi male e
imperfettamente conosciute, perch il nostro intelletto sta di
fronte a quelle cose, che sono chiare per natura, come l'occhio
del pipistrello di fronte alla luce del Sole, come dice Aristotele
nel libro secondo della Metafisica; cos sono in grado massimo Dio
e gli angeli, e la vita futura e le cose celesti e le altre
creature pi nobili delle altre, perch quanto pi nobili sono,
tanto meno ci sono note. Son queste cose ad essere dette note per
natura e assolutamente. Dunque, per opposizione, quando le stesse
cose son note per noi e per natura, abbiamo risultati molto buoni
intorno alle cose note per natura e intorno alle cose che sono
nella natura, e possiamo venire in contatto con esse per
conoscerle compiutamente.
2   Ebbene, solo nelle cose matematiche, come dice Averro,
s'identificano le cose note per noi e quelle note per natura o
assolutamente. Dunque nella matematica cogliamo compiutamente
quelle cose che sono note per noi e quelle che son note per natura
e assolutamente. [...].
3   Dato che ci non  possibile nelle altre scienze,  chiaro che
la matematica  pi nota; e pertanto la genesi del nostro
conoscere va collocata in essa.
4   Nella matematica possiamo pervenire ad una verit piena senza
errore e alla certezza di tutto senza dubbio, perch in essa 
possibile avere una dimostrazione per mezzo della causa propria e
necessaria. [...] E similmente in essa si trova l'esempio
sensibile per tutte le cose e l'esperienza sensibile, facendo
figure e numerando, affinch sia tutto chiaro al senso; ma nelle
altre scienze, escluso l'ausilio della matematica, vi sono tanti
dubbi, tante opinioni, tanti errori da parte dell'uomo [...],
perch nelle cose naturali, a causa della generazione e corruzione
delle proprie cause come degli effetti, non si ha necessit. Nelle
cose metafisiche non si pu fare la dimostrazione se non per
effetto, come le spirituali si dimostrano per mezzo delle corporee
e il Creatore per mezzo della creatura [...]. Nella sola
matematica si hanno le migliori dimostrazioni attraverso la causa
necessaria. E perci soltanto nella matematica pu l'uomo dal
valore di quella scienza arrivare alla verit [...].
5   Pertanto  chiaro che, se nelle altre scienze dobbiamo
arrivare alla certezza indubitata e alla verit senz'errore,
bisogna che poniamo i fondamenti della conoscenza nella
matematica; anche da parte dell'uomo si pu dimostrare ci: la
conoscenza umana va dal senso all'intelletto, e proprio la
quantit  massimamente sensibile.
6   Non bisogna esporre le scienze con argomenti dialettici e
sofistici, come si fa comunemente; ma attraverso le dimostrazioni
matematiche, che vengono applicate nelle verit e nelle
trattazioni delle altre scienze.
 (Grande Antologia Filosofica, Marzorati, Milano, 1966, volume V,
pagine 574-575)

